di Fabrizio Pelosi

Il tema dell’astensionismo e del disinteresse crescente dei cittadini nelle tornate elettorali dell’ultimo decennio meriterebbe una seria riflessione da parte della politica. Fermo restando che nelle grandi democrazie europee abbiamo assistito da tempo a questo fenomeno, in forte anticipo rispetto al contesto italiano, ciò non toglie la forte preoccupazione per il venir meno di questo diritto, duramente conquistato dopo la barbarie del nazifascismo.

Anche a Correggio il calo dei votanti è evidente

Anche a Correggio i primi segnali del calo di fiducia nella partecipazione attiva sono evidenti, seguendo il trend nazionale, seppur in misura minore. Il nostro territorio, come il resto della Regione, si sono sempre distinti in ambito nazionale per l’alta affluenza alle varie tornate elettorali, con percentuali ben al di sopra della media nazionale. Tuttavia, pur tenendo in considerazione la disomogeneità di alcune tornate elettorali, dove si sono accorpate elezioni di diverso livello (come nel 2019, quando alle elezioni amministrative locali si aggiunsero le Europee), l’andamento pare abbastanza evidente. Se nel biennio 2018- 2020 la percentuale di votanti ha oscillato tra il 71,22% delle Regionali all’80,29% delle politiche (scarto di 9 punti percentuali), nel successivo biennio preso in considerazione, 2022 – 2024, la forbice si è notevolmente amplificata, passando 76,58% delle politiche, al 49,83% delle Regionali (scarto di oltre 26 punti percentuali). Se poi analizziamo le ultime due tornate elettorali per ogni singola elezione avremmo davanti questo quadro:
Elezioni Politiche 2018 affluenza: 80,29% Politiche 2022 affluenza: 76,58%
Elezioni Europee 2019 affluenza: 73,5% Europee 2024 affluenza: 57,90%
Elezioni Comunali 2019 affluenza: 72% Comunali 2023 affluenza: 59,45%
Elezioni Regionali 2020 affluenza: 71,22% Regionali 2024 affluenza: 49,83%
Cosa significa questo andamento costantemente al ribasso?

Esistono elezioni maggiormente sentite dall’elettorato?

Esistono elezioni, ovviamente maggiormente “sentite” dall’elettorato, dove i cittadini sono coinvolti maggiormente a livello informativo come nel caso delle Politiche, o come nel caso delle Amministrative locali, per la vicinanza territoriale con i candidati. In parte questo spiega il crollo della partecipazione alle Regionali ed alle Europee, Istituzioni che a torto sono considerate “lontane” nella percezione quotidiana dei cittadini, e spesso questa dinamica è favorita dalla disinformazione.
Il disinteressamento dei cittadini in parte deriva anche da problematiche oggettive. Proprio nel momento in cui sarebbe necessaria la presenza di una politica “forte “, in grado di riappropriarsi delle prerogative a cui è preposta, la società attuale è attraversata da un’ondata di proteste e allontanamento degli elettori di proporzioni allarmanti.

La politica ha la responsabilità di aver demandato all’economia la governance della società

Le politiche neoliberiste prima e la globalizzazione poi, hanno allontanato progressivamente i centri decisionali dai nostri territori e colpito il tessuto produttivo locale, inasprendo ulteriormente sentimenti di repulsione verso la politica. Di riflesso è iniziato un lento ed inesorabile ridimensionamento del welfare state e delle conquiste sociali degli anni ‘60 e ‘70. Il crollo dei regimi comunisti ha poi contribuito a lasciare campo libero al capitalismo selvaggio degli ultimi anni, culminato nella crisi del 2008. La disaffezione si spiega anche con la presenza di una politica ostaggio dei grandi interessi finanziari e delle multinazionali, incapace di riforme consistenti a sostegno del ceto medio, dei più poveri e dei giovani. Le disuguaglianze sono in aumento e non si vede una via d’uscita se non nel riformare radicalmente il sistema. Questi fattori hanno determinato alla formazione di una società individualista, meno interessata al bene comune. I social, non a caso in mano alle Big Tech, amplificano ulteriormente il senso di estraneità dell’individuo rispetto alla comunità, creano ad arte disinformazione attraverso le fake news e l’avvento dell’ IA, se non debitamente regolamentata, rischia di produrre ulteriori danni.

Venendo ai dati, abbiamo voluto prendere in considerazione, come precedentemente scritto, le ultime due tornate elettorali per ogni singola elezione a Correggio. Interessante notare, al di là delle percentuali, come il numero assoluto di elettori sia costantemente diminuito. In particolare, il calo più consistente riguarda le Regionali, meno accentuato per le Politiche.
Riepilogando:
Politiche 2018 – votanti 14.967 Politiche 2022 – votanti 14.254
Europee 2019 – votanti 13.917 Europee 2024 – votanti 11.279
Comunali 2019- votanti 13.817 Comunali 2023- votanti 11.696
Regionali 2020- votanti 13.724 Regionali 2024- votanti 9.909
Da un punto di vista politico, a Correggio i dati dei singoli partiti presi in considerazione denotano flussi e dinamiche ben precise.

Al di là delle percentuali il numero di elettori diminuisce

Il Partito Democratico nelle ultime tornate migliora le proprie percentuali, anche se ovviamente le elezioni Comunali, dove sono presenti liste civiche in appoggio al candidato Sindaco rischiano di falsare i dati reali. Il Movimento 5 Stelle denota un calo di consensi in tutte le competizioni elettorali e questo si può spiegare con un astensionismo marcato dell’elettorato grillino. Nel centrodestra assistiamo ad un evidente travaso di voti ed elettori tra Lega e Fratelli d’Italia, mentre sostanzialmente rimane più o meno stabile l’elettorato moderato di Forza Italia. Possiamo azzardare una valutazione politica locale per questi dati. In particolare notiamo che l’elettorato del PD è fedele al proprio partito, anche se qualche segnale di disaffezione inizia a serpeggiare, più legato al livello nazionale a dire il vero. L’exploit più consistente è stato raggiunto alle Regionali del 2024, con un ottimo 54,8%. Come detto prima, il Movimento 5 Stelle a Correggio, rimarca il calo costante dei propri voti. Molto probabilmente le beghe interne a livello nazionale e la scarsa strutturazione a livello territoriale spiegano in parte questa dinamica. A Correggio nel centrodestra si sovrappongono le dinamiche del livello nazionale, che in particolare negli ultimi tre anni hanno portato ad una forte erosione del consenso per la Lega a favore di Fratelli d’Italia, mentre la forza moderata della coalizione, Forza Italia, mantiene un proprio elettorato di fiducia.

Serve fare politica anche al di fuori dei partiti

Difficile trovare la medicina per combattere l’astensionismo dei nostri giorni, che si ripercuote anche nell’impegno civile dei cittadini, attraverso il volontariato. Si può e si deve poter fare politica anche al di fuori dei partiti, ma poi serve creare un legame tra la società civile e la politica, una sinergia che costruisca una collaborazione attiva. La politica ha bisogno di una società attiva, propositiva e dinamica e perciò ne deve creare le basi perché ciò avvenga.